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Gay & Bisex

La seduzione inattesa


di Membro VIP di Annunci69.it Kimboy74
12.02.2026    |    272    |    0 8.7
"» Elena cercò di protestare, ma Alì le tenne la testa ferma, e Jacopo esplose dentro di lei, fiotti caldi di sperma che le inondavano l'utero..."
La Seduzione Inattesa

Sofia e Elena formavano una coppia lesbica devota da anni, ma Sofia, con la sua bisessualità aperta, aveva un rituale mensile che aggiungeva un brivido pericoloso alla loro relazione. Ogni trenta giorni, invitava due uomini neri robusti, Alì e Jacopo, nel loro appartamento. Loro la scopavano senza pietà, riempiendola di sperma caldo nella figa fertile, con l'unico scopo di metterla incinta. Elena, la partner strettamente lesbica, si limitava a osservare dalla poltrona, le mani strette sui braccioli, un misto di eccitazione e gelosia che le attanagliava lo stomaco. Vedeva il cazzo spesso di Alì spingersi dentro Sofia, facendola gemere forte, mentre Jcopo le leccava i capezzoli duri. Ma ogni mese, la gelosia di Elena cresceva, un fuoco che le bruciava dentro, facendola dubitare del loro amore.

Quella sera, tutto cambiò. Era il giorno del rituale. Sofia aveva bevuto troppo durante la cena, ridendo forte mentre versava il vino. Elena la guardava preoccupata, ma Sofia insistette: «Dai, amore, stasera sarà epico. Voglio che mi riempiano fino a traboccare.» Alì e Jacopp arrivarono puntuali, i loro corpi muscolosi che riempivano la stanza con un'aura di potenza maschile. Indossavano solo pantaloni larghi, i pacchi evidenti che premevano contro il tessuto.

Sofia, già alticcia, si buttò sul divano tra loro. «Scopatemi, ragazzi,» biascicò, slacciando la camicetta per mostrare i seni pieni. Marcus le afferrò una tetta, succhiando il capezzolo con avidità, mentre Jamal le infilava una mano sotto la gonna, sfregando la figa umida attraverso le mutandine. Elena sedeva lì vicino, le cosce serrate, il cuore che batteva forte. Ma Sofia, dopo pochi baci e carezze, barcollò. «Mi gira la testa,» mormorò, e prima che chiunque potesse fermarla, crollò sul divano, addormentandosi profondamente, il respiro regolare e il corpo rilassato.

Marcus e Jamal si scambiarono uno sguardo, i cazzi già duri che tendevano i pantaloni. «Merda, è fuori gioco,» disse Jacopo, accarezzando il fianco di Sofia. «Abbiamo aspettato tutto il mese per questo.» Elena si irrigidì, la gelosia che ribolliva. «Tornate un'altra volta,» disse con voce tremante. «Lei non può... io non...»

Ma Alì si avvicinò a lei, sedendosi sul bracciolo della poltrona. Era alto, la pelle scura che scintillava sotto la luce soffusa, e il suo odore muschiato la avvolse. «Elena, lo sappiamo che guardi sempre. Lo vediamo nei tuoi occhi, quel desiderio represso. Sofia dorme, ma tu sei qui, sveglia e bagnata.» Le posò una mano sulla coscia, e lei trasalì, ma non si mosse. Jacopo si unì, inginocchiandosi davanti a lei. «Lasciati andare, solo una volta. Non per tradire, ma per provare. Immagina come si sentirà quel cazzo dentro di te, a riempirti dove Sofia non può.»

Elena scosse la testa, ma il suo corpo la tradiva. Le mutandine erano già umide, i capezzoli tesi contro la maglietta. «Io... sono lesbica. Non voglio uomini.» Eppure, quando Jacopo le alzò la gonna, esponendo le cosce pallide, lei non lo fermò. Alì le baciò il collo, la lingua calda che le tracciava la pelle, mentre Jacopp le abbassava le mutandine, rivelando la figa rasata e gonfia. «Guardala, è pronta,» mormorò Jacopp, sfiorando le labbra umide con le dita. Elena gemette piano, un suono che non riconobbe come suo.

«Solo un assaggio,» sussurrò Alì, slacciandosi i pantaloni. Il suo cazzo balzò fuori, spesso e venoso, la cappella scura e lucida di pre-eiaculazione. Era più grande di quanto Elena avesse mai immaginato, e nonostante la resistenza, i suoi occhi lo fissarono ipnotizzati. Jacopo fece lo stesso, il suo membro lungo e curvo che pulsava. «Succhia, Elena. Solo la punta.» La spinsero gentilmente in ginocchio, e lei, con il cuore in gola, aprì la bocca. Le labbra si chiusero intorno alla cappella di Alì, il sapore salato che le invase la lingua. Succhiò piano, incerta, ma lui le afferrò i capelli, spingendo più a fondo. «Brava, così. Prendilo tutto.»

Jacopo si posizionò dietro di lei, le mani sulle natiche rotonde. «Ora tocca a me.» Le divaricò le gambe, e la cappella del suo cazzo premette contro l'ingresso della figa. Elena ansimò intorno al cazzo di Alì, ma non si ritrasse. Jacipo spinse, e il cazzo la penetrò lentamente, centimetro dopo centimetro, stirando le pareti strette. «Cazzo, è vergine,» grugnì Jacopo, affondando fino in fondo. Elena urlò, un misto di dolore e piacere che la travolse. Non aveva mai sentito niente del genere: quel riempimento totale, il calore pulsante che la invadeva.

Iniziarono a muoversi. Alì le scopava la bocca, il cazzo che entrava e usciva, colpendo la gola. Jacopo la pompava da dietro, le palle che sbattevano contro il clitoride, facendola tremare. «Ti piace, eh? La lesbica che si fa scopare da due cazzi neri,» disse Alì, ridendo piano. Elena mugolava, le lacrime agli occhi, ma il suo corpo rispondeva: la figa si contraeva intorno a Jacopo, il succo che colava lungo le cosce. Si sentiva sporca, eccitata, libera in un modo che non aveva mai conosciuto.

Sofia russava ancora sul divano, ignara, mentre Elena veniva usata. Jacopo accelerò, le mani che stringevano i fianchi. «Sto per venire, puttana. Ti riempio la figa.» Elena cercò di protestare, ma Alì le tenne la testa ferma, e Jacopo esplose dentro di lei, fiotti caldi di sperma che le inondavano l'utero. Il calore la fece venire, un orgasmo violento che la fece contrarre intorno a lui, mungendo ogni goccia.

Non era finita. Alì la tirò su, sdraiandola sul tappeto. «Ora tocca a me.» La penetrò con un colpo secco, il cazzo più spesso che la dilatava al massimo. Elena gridò, le unghie che graffiavano la schiena di lui. Jacopo le offrì il cazzo sporco di sperma e succo, e lei lo leccò obbediente, succhiando i residui. Alì la scopava forte, il ritmo brutale che la faceva sobbalzare. «Prendilo, Elena. Diventerai incinta, proprio come fap Sofia.» Lei scosse la testa, ma il piacere era troppo: un altro orgasmo la colpì, e Alì venne, schizzando profondo nella sua figa, mescolando il suo seme a quello di Jacopo.

Esausta, Elena giacque lì, il corpo tremante, lo sperma che le colava dalla figa gonfia. I due uomini si rivestirono, soddisfatti. «Torneremo il mese prossimo,» disse Alì, baciandole la fronte. «E stavolta, Sofia non dormirà.»

Nei giorni seguenti, Elena si sentì cambiata. La gelosia era svanita, sostituita da un segreto eccitante. Quando il test di gravidanza confermò ciò che temeva e desiderava – era incinta – non disse niente a Sofia. Quel rituale mensile aveva preso una piega inaspettata, e lei non vedeva l'ora del prossimo incontro.
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